Il trittico dell’Annunciazione di Cristoforo Scacco di Fondi in mostra a Roma alle Scuderie del Quirinale

“Arte liberata 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra” è questo il titolo della mostra che verrà inaugurata il prossimo 16 dicembre a Roma presso le Scuderie del Quirinale e che resterà aperta al pubblico fino al 10 aprile 2023 con l’obiettivo di raccontare tante storie di come, città per città, paese per paese, sia stato possibile salvaguardare il patrimonio artistico italiano dalla guerra e dall’occupazione tedesca durante il secondo conflitto mondiale.

Per questa importante esposizione sono state scelte alcune delle opere più belle e rappresentative del patrimonio artistico italiano. Ed uno di questi capolavori è partito proprio da Fondi. Si tratta del trittico dell’Annunciazione di Cristoforo Scacco del 1499.

L’opera, con la supervisione del dottor D’Attanasio che ha curato tutte le relazioni, dopo esser stata sottoposta ad accurate operazioni di pulitura, è stata asportata dalla Cappella della Croce, sita nella navata di destra del duomo di San Pietro affidata al parroco don Gianni Cardillo, ed è partita alla volta di Roma dove verrà infine restaurata e messa in esposizione nelle Scuderie del Quirinale.

Il trittico dell’Annunciazione fu una delle tante opere che vennero commissionate dalla nobile famiglia dei Caetani di Fondi al pittore veronese Cristoforo Scacco che tanto operò nell’Italia centro meridionale.

Ma non si tratta solo di un’opera d’arte di inestimabile valore. Ad essa i fondani sono emotivamente molto legati perché ai lati della scena dell’Annunciazione sono stati rappresentati due santi molto importanti per il territorio: il patrono di Fondi, Sant’Onorato, che stringe tra le mani una miniatura del Castello Caetani in segno di protezione e San Mauro monaco e martire che fu patrono di Fondi prima di Sant’Onorato.

L’opera ha per Fondi anche un importante valore storico perché permette all’osservatore di comprendere come la città si presentava nel ‘400. Vi si osserva infatti il Palazzo Caetani con delle parti architettoniche andate ormai perdute da tempo, come il giardino del conte, un’ala del palazzo e l’avancorpo difensivo del castello che era costituito dalla cinta muraria e da due torri circolari.

Nel corso della mostra verranno inoltre presentati gli straordinari protagonisti di queste eroiche storie di salvataggio: donne e uomini che misero la propria vita e professione al servizio di un interesse comune. Studiosi, religiosi, semplici cittadini, soprintendenti e funzionari dell’Amministrazione delle Belle Arti che coadiuvati da storici dell’arte e rappresentanti delle gerarchie vaticane si resero interpreti di questa grande impresa.

Persone che, senza armi e con mezzi limitati, nel contesto drammatico della Seconda Guerra Mondiale, ebbero la lungimiranza di leggere la gravità della minaccia che incombeva sull’intero patrimonio artistico e culturale e di comprendere quanto quella minaccia puntasse direttamente al cuore e alla memoria del Paese.

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