La Corte Costizionale, boccia gli autovelox non tarati

autoveloxDIRITTO E GIUSTIZIA: La Nuova decisione della magistratura, contro l’uso indiscriminato di apparecchi per la rilevazione delle infrazioni, i cd autovelox, questa volta è la Corte Costituzionale, che con la sentenza n. 113 depositata il 18 giugno 2015, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 45 comma 6 Nuovo Codice della Strada(D. lgs. 30 aprile 1992, n. 285), ‘‘nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura”.
udienza-giustizia-tribunale-165019Va precisato, tuttavia, che le sentenze della Corte Costituzionale non hanno effetto retroattivo, ma hanno effetto dal giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ciò significa, che la norma dichiarata parzialmente incostituzionale cessa di avere applicazione da detta data e che gli accertamenti effettuati sino ad oggi sono legittimi.
In base ai principi fissati dal Ministero delle Infrastrutture nel 2005, ad integrazione del d.m. del 29 ottobre 1997, nonché all’interpretazione fornita da numerose pronunce della Corte di Cassazione, sino ad oggi era necessario sottoporre a controlli periodici soltanto i rilevatori lasciati sulla strada a funzionare in automatico e non invece gli strumenti impiegati sotto il controllo costante degli operatori di polizia stradale, la Corte Costituzionale non specifica quale debba essere la periodicità della verifica ma si deve presumere l’annualità della stessa, poiché tale è il periodo in vigore per gli altri strumenti analoghi.

La Corte Costituzionale quindi, accogliendo la tesi della “palese irragionevolezza” dell’art. 45 6° comma CdS, si è mossa in senso contrario a quanto affermato dalla giurisprudenza prevalente sino ad oggi, respinge al mittente la fondatezza della ripartizione fra autovelox automatici ed apparecchi utilizzati direttamente dalle pattuglie.

Secondo la Corte, tutti gli apparecchi devono essere sottoposti a periodica verifica, è’ obbligo, secondo i giudici costituzionali, degli Enti (Comuni, Regioni e Stato) che utilizzano gli strumenti de quo, effettuare la taratura annuale e fornire la documentazione probatoria conseguente.

di Enrico Duratorre

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