L’Amministrazione comunale di Formia fuori dal progresso. Il Il Consiglio Comunale boccia la proposta della consigliera Paola Villa

Pubblicità

Nel Consiglio comunale del 25 maggio 2022, la maggioranza non approva la mozione presentata dalla consigliera Paola Villa; un’importante e innovativa proposta di attivare sul territorio comunale le “Comunità energetiche rinnovabili”, che avrebbero apportato positive ricadute economiche e ambientali per i cittadini di Formia.

Le Comunità energetiche sono delle associazioni no profit composte da enti pubblici, come il Comune, dalle attività imprenditoriali e dai cittadini, che uniscono le proprie forze allo scopo di dotarsi di impianti fotovoltaici per la produzione e l’auto consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili. 

Questa iniziativa è stata votata all’unanimità dal Consiglio europeo, ripresa nel 2018 dal Parlamento italiano e oggi promossa dalla totalità delle regioni italiane, in particolare della Regione Lazio. 

Basti pensare che la Regione Lazio ha stanziato centodiecimilioni (110000000/00) di euro per attivare e sostenere le comunità energetiche sul territorio regionale. 

Il progetto coinvolge l’Università “La Sapienza” di Roma, i Comuni, le associazioni e i cittadini. 

La proposta di aderire all’iniziativa regionale, è stata presentata dalla consigliera Villa nel marzo scorso, ma solo oggi è stata discussa in Consiglio comunale.

Pur avendo l’ampio consenso da parte dell’assessora Eleonora Zangrillo, (durante il suo intervento ha chiaramente affermato che la proposta rientra negli obiettivi dell’Amministrazione), è stata, tuttavia, respinta da tutta la maggioranza, senza alcuna motivazione. 

In questi giorni, molti Comuni laziali stanno aderendo al progetto di costituzione delle Comunità energetiche, il quale permetterà importanti agevolazioni economiche per le casse comunali, per le aziende, per le attività commerciali e soprattutto le famiglie.

Purtroppo, ancora una volta la maggioranza targata Gianluca Taddeo conclama la propria arretratezza culturale, la mancata visione del futuro e l’evidente volontà di far regredire la città. 

Anche di fronte all’ opportunità di attingere a fondi economici e a specifiche consulenze tecniche da parte del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (Dima) della Università ” La Sapienza” di Roma, prevale e si afferma una volontà meramente miope e faziosa.