Liceo Alberti Minturno: XXXVI GIORNATA PER LA VITA IN RICORDO DEL DOTTOR CARLO URBANI

Nella trentaseiesima Giornata per la Vita sabato 1 febbraio alle ore 16.30 presso il Liceo Scientifico Statale Leon Battista Alberti di Marina di Minturno, si terrà l’incontro “Medico senza frontiere in ricordo del dottor Carlo Urbani”, l’infettivologo morto dieci anni fa scoprendo il virus della Sars.

Era nato a Castelplanio il 19 ottobre 1956 e deceduto a Bangkok il 29 marzo 2003, la prima persona a identificare e classificare la Sindrome Respiratoria Acuta Severa, anche nota come Sars o polmonite atipica, la malattia al centro dell’epidemia esplosa in Estremo Oriente tra il 2002 e il 2003 provocando 775 vittime accertate.

  1.            Si era laureato in Medicina nel 1981presso l’Università di Ancona e conseguita la specializzazione in malattia infettive e tropicali presso l’Università di Messina, successivamente si era qualificato in un master di parassitologia tropicale.

    1.            Ha lavorato nell’Istituto di malattie infettive di Ancona fino al 1985 e dal 1986 al 1989 dirige il proprio ambulatorio di Castelplanio; dal 1993 consulente dell’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità.

  • In tale veste protagonista di varie missioni umanitarie in Africa e in Asia, dal 1996 fa parte dell’Organizzazione non governativa Medici Senza Frontiere e a cavallo tra il 1996 e il 1997 coordina il suo primo progetto in Cambogia.

  • Dal settembre 1998 rapporti di consulenza con l’Ufficio regionale dell’OMS per il Pacifico Occidentale e compie vari viaggi in Cambogia, Laos, Vietnam e Filippine.

  • Nel 1999 diviene presidente della Sezione Italiana di Medici Senza Frontiere e in tale ruolo nello stesso anno ritira a Oslo il Premio Nobel per la Pace.

  • Fin da giovane Carlo Urbani era stato attivo nelle opere di volontariato, collaboratore di organizzazioni cattoliche quali Mani Tese e Unitalsi. Il medico è costantemente impegnato nei suoi “viaggi sul terreno”, come vengono definiti nel gergo di Medici senza frontiere. Carlo Urbani insegna alle popolazioni locali come curare le infezioni ed evitare di contrarre malattie parassitarie; la minaccia di attacchi da parte dei Khmer rossi costringe Carlo Urbani a muoversi tra i vari villaggi con la scorta, ma tale situazione di pericolo non lo fa desistere dalla sua missione. Il 6 gennaio 2000 Carlo Urbani riceve da parte dell’OMS la notizia del suo nuovo impiego, questa volta in Vietnam. La famiglia Urbani parte nel maggio 2000 alla volta della capitale vietnamita di Hanoi. Questa volta la durata della missione è di tre anni; in Vietnam il medico ha il ruolo di consulente dell’OMS per il controllo delle malattie parassitarie nel Pacifico occidentale. Nel 1999 Carlo Urbani diviene presidente della sezione italiana di Medici senza frontiere e come tale si impegna fortemente per il diritto all’accesso ai farmaci per le popolazioni dei paesi in via di sviluppo. Con i soldi del Premio Nobel ritirato nell’aprile dello stesso anno il presidente Urbani crea dunque un fondo per promuovere una campagna internazionale di accesso ai farmaci essenziali per le popolazioni più povere. Nel marzo 2000 Carlo Urbani coordina un corso internazionale, l’Advanced training on tropical medicine, frutto della collaborazione tra Medici senza frontiere, Fondazione Carneri e l’Ospedale di Macerata. Il corso si prefigge lo scopo di definire al meglio le linee guida cui attenersi nell’assistenza sanitaria delle popolazioni del Terzo mondo, in cui le malattie parassitarie costituiscono le prime cause di morte. Dopo due settimane di discussione il corso approda al Macerata Statement, una carta che raccoglie quelle che sono le direttive da seguire nelle missioni umanitarie. Il 28 febbraio 2003 viene ricoverato presso l’Ospedale di Hanoi un cittadino americano colpito da una polmonite atipica. Carlo Urbani viene immediatamente contattato dall’Ospedale e subito vi si precipita. Il medico, in contrasto con il resto dello staff presente, capisce che si trova di fronte ad una nuova malattia e che la situazione è critica, lancia l’allarme al governo vietnamita e al OMS riuscendo a convincere le autorità locali ad adoperare misure di quarantena. Ma l’11 marzo 2003, durante un volo da Hanoi a Bangkok per presiedere una conferenza di medicina, Urbani si sente febbricitante e scopre di avere contratto il morbo, all’atterraggio chiede quindi di essere immediatamente ricoverato e messo in quarantena. Muore il 29 marzo 2003 lasciando la moglie Giuliana Chiorrini e i tre figli. Grazie all’acume e alla prontezza di Carlo Urbani, lui e altri quattro operatori sanitari furono gli unici decessi per SARS osservati in tutto il Vietnam; secondo l’Oms il metodo anti-pandemie improntato da Urbani nel 2003 rappresenta, ancora oggi, un protocollo internazionale per combattere questi tipi di malattia. Grazie a Carlo Urbani il Vietnam è il primo paese a poter dichiarare la SARS debellata. Il 12 maggio 2003 il ministro vietnamita della sanità Tran Thi Trung Chien consegna due medaglie alla memoria del medico: la Medaglia per la Sanità del popolo e la Medaglia dell’Ordine dell’amicizia; il ceppo di coronavirus responsabile della SARS, individuato da ricercatori del Centers for Disease Control and Prevention di Atlantae e dalle varie università di Vietnam e di Cina, è stato denominato Urbani in memoria del medico.

                Domani a Marina di Minturno intervengono Tommaso Urbani, il figlio del dottor Carlo Urbani, insieme alla mamma Giuliana e gli altri fratelli; Lucia Bellaspiga inviata del quotidiano della CEI L’Avvenire e autrice di libri sul medico; Stella Egidi, medico dell’associazione Medici Senza Frontiere Italia e Germano Santoni, amico di Carlo Urbani.

                 Il convegno, organizzato dalla Comunità Emmanuel – Fraternità dell’Incarnazione di Formia, è firmato anche dall’Arcidiocesi di Gaeta e Comune di Minturno, con il supporto dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Latina e in spirito di comunione con la Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali e la Comunità Parrocchiale di San Biagio V.M. di Marina di Minturno, in festa in questi giorni per il santo patrono.

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