Minturno: Presunta solidità del bilancio di previsione 2026/2028, le contestazioni dell’opposizione.

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Alla luce della presentazione con cui il sindaco Stefanelli ha esaltato sui giornali la presunta solidità del bilancio di previsione 2026/2028, noi Consiglieri di opposizione, riteniamo necessario affermare che la realtà amministrativa del Comune di Minturno racconta una storia ben diversa.
La Giunta ha approvato lo schema di bilancio il 18 novembre, trasformando un adempimento tecnico in un esercizio di propaganda, mentre il documento continua a ignorare i problemi concreti del territorio.
Si parla di un bilancio “solido” proprio mentre gli uffici devono far fronte alle verifiche del MEF, circostanza che dovrebbe suggerire maggiore prudenza nelle dichiarazioni pubbliche.
Intanto le previsioni di incasso degli autovelox vengono aumentate e molte poste di bilancio restano sovrastimate, del tutto scollegate dall’andamento reale delle entrate.
Numerose opere vengono riproposte da anni come semplici titoli, senza avanzamenti progettuali né un cronoprogramma attendibile.
L’agenda digitale, proclamata come uno dei pilastri del progetto “Minturno 2030”, è rimasta inattuata.
Analogamente non esiste un vero piano di investimenti e manutenzione del verde, della rete viaria comunale, delle banchine stradali e degli attraversamenti pedonali.
Nessuna notizia sul piano di gestione dei fossi naturali.
Perfino gli impegni sulle energie rinnovabili non hanno registrato alcun passo avanti.
Sul turismo è solo grazie agli operatori che l’offerta della nostra città risulta migliorata.
La tanto celebrata “città che si trasforma” è rimasta uno slogan.
Il centro storico appare più abbandonato che riqualificato e il Parco Recillo, costato oltre un milione di euro, mostra già difetti evidenti.
A Fontana Perrelli non si registrano interventi concreti, i marciapiedi di Via per Castelforte e il tratto fognario di Ponte Garigliano sono spariti dalle priorità dell’amministrazione.
A Scauri il Vaglio è completamente abbandonato, a Marina di Minturno si contano più promesse che cantieri e a Tremensuoli le strade ricordano scenari di guerra.
Stessa sorte per la Rivera di Levante, Tufo, Pulcherini e Santa Maria Infante, dove le metanizzazioni annunciate non hanno mai visto l’apertura di un solo cantiere.
Il cosiddetto “Grande Patto del Mare” si è tradotto in un nulla di fatto, mentre la salvaguardia delle acque marine si è ridotta a uno slogan balneare.
Del porto turistico, richiesto da anni dai cittadini e dal tessuto economico, non esiste alcuna pianificazione.
Emblematico anche il mancato ampliamento del cimitero comunale, nonostante gli impegni assunti verso famiglie che hanno versato somme considerevoli.
Confusione e improvvisazione emergono inoltre nella vicenda della RSA, con scelte politiche incoerenti e una gestione approssimativa di un bene pubblico essenziale.
Da parte nostra, invitiamo i consiglieri di maggioranza a uscire dal torpore amministrativo in cui sembrano sprofondati: il ciclo politico di questa amministrazione è al tramonto e il sindaco Stefanelli, vicino alla scadenza del mandato provinciale e non più ricandidabile, appare ormai concentrato unicamente sulla propria immagine e comunicazione.
Alle soglie del 2026, Minturno merita molto di più. Per questo continueremo a vigilare con responsabilità e determinazione, respingendo ogni racconto autocelebrativo che nulla ha a che vedere con i reali bisogni della nostra comunità.
La città ha bisogno di una visione nuova e di un progetto di sviluppo credibile e su questo che continueremo a lavorare, con serietà e impegno, dentro e fuori l’aula consiliare.

A firma di tutta l’opposizione (Bembo, D’Amici, Graziano, Larocca, Moni e Sardelli)

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