Minturno: Rifondazione Comunista sui lavori dell’ospedale

I.T.E. Tallini Castelforte

Probabilmente diventerà, nel silenzio della politica locale, una casa della salute, nel frattempo l’ospedale di Minturno metta a nudo quelle che sono gli eccessi della sanità pontina in fatto di sprechi e cattiva gestione derivanti da una politica che pensa più a spartizioni che al benessere sanitario della comunità chiamata ad amministrare.

Non abbiamo che potuto pensare a questo quando ci è capitato di passare davanti all’ospedale di Minturno e aver notato che un’ala dello stesso è ancora in fase di ultimazione.

Incuriositi ci siamo inoltrati all’interno del cantiere incustodito e con nostro immenso stupore abbiamo trovato, buttato tra i calcinacci, un cartello di cantiere che segnalava che i lavori di consolidamento ed adeguamento alla normativa sismica vigente del presidio ospedaliero minturnese sarebbero dovuti terminare nel dicembre del 2006.

I lavori eseguiti dall’ATI composta dalla GIERRE SRL IMPIANTI TECNOLOGICI E SERVIZI di Santa Maria Capua Vetere (CE) e dalla Silverio Costruzioni Snc di San Lorenzello (BN) sono stati finanziati dall’ex art. 20, legge n. 67/1988, che è nata con l’obbiettivo di “ammodernare il patrimonio strutturale e tecnologico del Servizio sanitario nazionale, adeguandolo all’evoluzione dei principi di assistenza sanitaria pubblica”.

In realtà non sappiamo se il cartello di cantiere indichi la palazzina ancora in fase di ultimazione o meno, ma rimane il fatto che è scandaloso che la sanità pubblica si privi della possibilità di poterla utilizzare e che comunque nel caso remoto di un eventuale suo futuro utilizzo vi sarà sicuramente un ulteriore aggravio per le casse degli enti pubblici, visto che ad esempio le finestre delle stanze sono prive di infissi e che quindi l’inclemenza degli agenti atmosferici le avrà resi inutilizzabili.

Aggiungiamo a ciò che esiste anche un problema di sicurezza, visto che abbiamo notato non solo l’assenza della copertura di alcuni tombini, con il rischio di cadute,

ma anche che è possibile accedere a quella che presumiamo essere la centrale termica senza alcuni problema, in quanto la porta non è chiusa a chiave. A noi è bastato accidentalmente aprirla per entrare liberamente nei locali.

Non osiamo immaginare se lo avesse fatto un malintenzionato.

Aggiungiamo a ciò la possibilità di girare indisturbati nel cantiere e all’interno delle stanze che si trovano al primo piano, che sono completamente distrutte, in alcuni muri ci sono dei veri e propri crateri.

Rimane da chiedersi del perché i lavori siano stati interrotti e soprattutto del perché nessuno ad oggi ne abbia richiesto la ripresa.

Semplice indifferenza oppure la volontà di proseguire l’opera di distruzione della sanità pubblica, portata avanti dalle giunte regionali che si sono succedute nell’ultimo ventennio.

Lo abbiamo scritto più volte che lo stato disastroso della sanità pontina ha molti padri, la vicenda dell’ospedale di Minturno lo conferma.

Così come non abbiamo dubbi che, nonostante le rassicurazioni che vengono dalla Pisana, la situazione non potrà che peggiorare.

Lo conferma il fatto che il piano strategico aziendale, predisposto dal neo-direttore generale dell’ASL di Latina, e approvato dalla regione Lazio, prevede che, tra il 2015 e il 2016, ci sarà un dimezzamento di alcune spese, soprattutto farmaceutiche, che passeranno da circa 9 milioni di Euro a 4,5 milioni di Euro.

Non ha nulla da dire il sindaco Graziano in difesa del diritto alla salute dei suoi concittadini?

Come sia possibile poi che tutti accettino di subire la dequalificazione dell’ospedale di Minturno senza reagire, rimane un mistero su cui invitiamo i cittadini minturnesi ad interrogarsi perché chiama in causa direttamente loro e la loro salute.

Circolo “ENZO SIMEONE”

partito della Rifondazione Comunista

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