Minturno: Via Bracchi. Localizzata una nuova discarica abusiva, già segnalata dall’Associazione Socio Culturale “Paese Mio”.

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Con la riforma dei rifiuti soldi urbani e la loro canalizzazione per tipologia, le Amministrazioni Comunali hanno abbandonato il cassonetto e incrementato la diversificazione dei prodotti di scarto per consentire un margine di riciclo fortemente indispensabile e determinate per l’economia del paese, con il comodo servizio di ritiro, attraverso società incaricate, direttamente presso le singole abitazioni. Tutto questo a fronte di una tassa (Tari) che tutti i residenti sul territorio comunale sono tenuti a pagare. Sta di fatto che ancora oggi, sebbene sussistano regole e imposte, si assiste al lancio spudorato di sacchetti di spazzatura dai veicoli in transito, lungo vie a traffico sporadico o ancora in maniera più eclatante e indecente, l’accumulo sfrontato di rifiuti, abbandonati lungo strade sterrate, nascoste o poco fruite e nella miglior serenità nel concludere tale sversamento di rifiuti, vergognoso. E’ il caso della nuova discarica abusiva di Via Bracchi nel territorio di Minturno a ridosso dell’Azienda inattiva di  Autodemolizioni sita lungo la strada Provinciale Ausente nel territorio di Santi Cosma e Damiano al confine con il territorio di Minturno, già segnalata dall’Associazione Socio Culturale “Paese Mio” di Minturno che a riguardo ha posto il seguente cartello di avviso:

Ma entriamo nel merito della giurisprudenza del reato. L’abbandono dei rifiuti è un reato che, a seconda di come viene perpetrato, comporta sanzioni pecuniarie più o meno pesanti e, nei casi più gravi, anche condanne penali. Il reato di abbandono di rifiuti su suolo pubblico, si configura secondo quanto stabilito nelle norme del Testo Unico in materia Ambientale (TUA) e in riferimento agli articoli 192, 255 e 256 che ne predispongono, secondo la natura del reato, la sanzione amministrativa o penale. In ogni caso l’ammenda è da 300 € a 3.000 € se il materiale abbandonato non è pericoloso, raddoppia in caso di rifiuti pericolosi per reati commessi da soggetti privati.  Per soggetti giuridici invece è prevista la denuncia all’Autorità Giudiziaria con arresto da 3 mesi a 1 anno più ammenda da 2.600 € a 26.000 € se si tratta di abbandono di rifiuti non pericolosi, oppure con arresto da 6 mesi a 2 anni e ammenda da 2.600 € a 26.000 €  per abbandono di rifiuti pericolosi. Comunque sia, i trasgressori, siano essi soggetti privati o giuridici, sono obbligati al ripristino dello stato dei luoghi e a sostenere le spese per il recupero e per lo smaltimento dei rifiuti abbandonati.