Otto persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato a Roma, gravemente indiziate, a vario titolo, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Le operazioni, condotte in più zone della Capitale, hanno portato al sequestro di cocaina, crack e shaboo, in parte già suddivisi in dosi, oltre a denaro contante ritenuto provento dell’attività illecita, bilancini di precisione, materiale destinato al confezionamento e documentazione ritenuta riconducibile alla gestione dello spaccio.
L’intervento più articolato è stato eseguito dagli agenti dei Commissariati di P.S. Flaminio e San Basilio in via Castelleone, dove, secondo gli elementi raccolti, sarebbe stata utilizzata una base logistica per la gestione della sostanza stupefacente. Durante un servizio mirato, i poliziotti hanno osservato un uomo uscire dall’abitazione monitorata e raggiungere un manufatto situato alle spalle dell’immobile. Poco dopo un secondo soggetto è arrivato in auto, fermandosi davanti all’ingresso in attesa.
Quando il primo è riemerso dal manufatto per consegnare alcuni involucri all’altro, gli agenti sono intervenuti bloccando quest’ultimo mentre aveva ancora tra le mani due buste contenenti complessivamente venti dosi di cocaina, tra cosiddetta “cotta” e “cruda”.
Contemporaneamente, i poliziotti che avevano cinturato l’abitazione hanno sentito azionare ripetutamente lo scarico del bagno. Entrati nell’immobile, dove si trovavano il proprietario, un altro uomo e una donna, hanno concentrato l’attenzione sul sistema di scarico, individuando all’esterno un tombino collegato. Al suo interno sono state recuperate trentasette dosi di cocaina e crack, verosimilmente gettate nel water nel tentativo di sottrarle al controllo.
La successiva perquisizione ha permesso di sequestrare un altro involucro contenente crack, due bilancini di precisione, circa ventidue grammi di mannite, materiale per il confezionamento, diversi telefoni cellulari e 95 euro in contanti.
Gli accertamenti sono stati estesi anche al manufatto raggiunto poco prima da uno degli indagati. Nascosta dietro un tavolo, gli agenti hanno trovato una cassaforte che, una volta aperta, conteneva altri trentasei involucri di cocaina. Sopra un mobile è stata inoltre rinvenuta un’ulteriore confezione della stessa sostanza, già aperta. Altri telefoni cellulari sono stati sequestrati all’interno delle autovetture in uso a due degli indagati.
Al termine dell’operazione, per i cinque coinvolti, tutti romani, sono scattate le manette poiché gravemente indiziati, in concorso tra loro, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
I controlli si sono poi spostati sul litorale, dove gli agenti del Commissariato di P.S. Fiumicino hanno intercettato un ventitreenne romano mentre recuperava un involucro occultato all’interno di un cespuglio. Nel nascondiglio erano custodite ventinove dosi di cocaina, tra “cotta” e “cruda”, per un peso complessivo di circa 16 grammi. Nella disponibilità del giovane sono stati inoltre rinvenuti 75 euro in contanti. Anche per lui è scattato l’arresto.
A completare il bilancio sono stati altri due interventi della Sezione Volanti, rispettivamente in zona Val Melaina e nel quadrante Aurelio.
Nel primo caso, gli agenti hanno controllato un cinquantaseienne romano, trovato in possesso di sedici involucri contenenti cocaina e crack e di 415 euro in contanti. Tra il materiale sequestrato anche un foglio manoscritto sul quale erano annotate numerose vie associate a diversi quantitativi. Secondo quanto riferito, tali elementi sarebbero presumibilmente riconducibili a un sistema organizzato di consegna della sostanza stupefacente a domicilio.
Nel quadrante Aurelio, un giovane ucraino ha tentato di sottrarsi al controllo dandosi alla fuga e, una volta raggiunto, avrebbe opposto resistenza aggredendo gli operatori. Nella sua disponibilità è stato rinvenuto oltre un grammo di shaboo.
La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di recuperare anche un bilancino di precisione. Il possesso, senza giustificato motivo, di documenti intestati ad altre persone e di un taglierino ha inoltre determinato il deferimento del giovane in stato di libertà rispettivamente per ricettazione e porto di armi od oggetti atti ad offendere.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
Per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
