
Si è svolta questa sera, nell’Auditorium di Santi Cosma e Damiano, una serata di profonda emozione e riflessione. Un pubblico gremito all’inverosimile, con una significativa e incoraggiante presenza di tantissimi giovani, ha accolto l’autore Giuliano Di Rienzo per la presentazione del suo libro, toccante ed intimo: “Il dolore di un padre che resta”.
Un Tributo alla Memoria di Emanuele:
L’opera letteraria nasce dalla straziante necessità di Giuliano di dare forma al suo incommensurabile dolore, facendosi al contempo memoria viva del figlio Emanuele, scomparso tragicamente all’età di soli 17 anni. Il libro è un viaggio coraggioso attraverso la perdita, trasformando l’angoscia in un messaggio di speranza e resilienza.
La “Luce” che trasforma il “Dolore”:
Un elemento centrale nel racconto di Giuliano è il ruolo salvifico della fede, determinante per non sprofondare nel baratro.
La copertina del libro non è scelta a caso: la finestra ritratta è quella di una cella di un monastero, il luogo dove Giuliano si è rifugiato per elaborare il lutto. È stato lì che, grazie all’aiuto della fede, ha potuto scorgere la luce attraverso la bellezza del creato. Un’esperienza che ricorda quella del biblico Giobbe, il quale, dopo aver gridato per la perdita dei figli, trovò conforto nel Signore che gli permise di ammirare nuovamente la bellezza del mondo.
”In quella cella, Giuliano è passato da terra arida a terra fertile, riscoprendo il senso della vita anche dopo la più grande delle perdite.”
Cruciale è stato anche l’apporto di Don Francesco, che ha offerto una chiave di lettura spirituale al dolore: le scarpe poggiate sul davanzale, simbolo spesso associato all’assenza, sono state reinterpretate come la strada che Emanuele farà nella nuova dimensione, un percorso di fede e continuità.
Una Serata Indimenticabile:
La presentazione si è rivelata una serata indimenticabile, impreziosita dai toccanti racconti estrapolati direttamente dal libro. Il calore del pubblico e l’intensità delle parole hanno creato un’atmosfera di profonda condivisione.
Al termine dell’incontro, la sensazione condivisa era quella di essersi riscoperti tutti con le tasche piene di sassi e, allo stesso tempo, con gli occhi pieni di Emanuele, il giovane la cui memoria continua a vivere con forza e bellezza attraverso le parole del padre.

Operatore dell’informazione. Attivista culturale impegnato a scoprire, analizzare, descrivere e diffondere avvenimenti di vita locale quotidiana
