
Una situazione al limite dell’invivibile quella emersa in via Circonvalazione a Santi Cosma e Damiano, dove una famiglia composta da due coniugi e un figlio vive da anni in un’abitazione completamente sommersa da rifiuti di ogni genere. All’interno dell’immobile sarebbero stati rinvenuti circa quaranta gatti, alcuni dei quali purtroppo anche morti, in condizioni che hanno sollevato forte indignazione e preoccupazione. A far emergere il caso sarebbero state le ripetute segnalazioni di una vicina, anziana, esasperata da una convivenza diventata impossibile. La donna, infatti, sarebbe stata costretta a barricarsi in casa, senza poter aprire le finestre a causa della massiccia presenza di mosche e degli odori nauseabondi provenienti dall’abitazione accanto. Sul posto si è recato per documentare la situazione Enrico Rizzi, attivista animalista, noto per i diritti degli animali, che ha effettuato un reportage denunciando pubblicamente il grave stato di degrado e le condizioni degli animali coinvolti. Secondo quanto riferito dal Comandante della Polizia Locale, il Comune ha già attivato tutte le procedure previste dalla legge: è stata inoltrata una segnalazione alla ASL competente, emessa un’ordinanza di bonifica e trasmessa la documentazione all’Autorità Giudiziaria. Un iter necessario per affrontare una situazione che presenta non solo profili di maltrattamento animale, ma anche seri rischi igienico-sanitari. A testimonianza della gravità del caso, sul luogo è intervenuto anche l’Onorevole Francesco Emilio Borrelli, da sempre attento alle problematiche ambientali e al benessere animale, che ha chiesto interventi rapidi e risolutivi. Le immagini raccolte durante il sopralluogo, sebbene estremamente significative, non sono state rese pubbliche per rispetto della dignità delle persone coinvolte e per motivi di privacy. Resta però evidente un quadro di forte degrado, che impone un’azione tempestiva da parte delle istituzioni per ripristinare condizioni di sicurezza e vivibilità, sia per i residenti che per gli animali. La vicenda riaccende i riflettori su fenomeni di disagio sociale spesso sommersi, che richiedono non solo interventi repressivi, ma anche un adeguato supporto sanitario e assistenziale.

