Sessa Aurunca: Torna a muovere le gambe dopo quattro anni. Il 66enne operato dall’equipe del primario Alfredo Bucciero dell’Ospedale “S. Rocco” di Sessa Aurunca

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Fonte: Officin@0823 – Oltre i Fatti- Quotidiano online

Dopo tante notizie negative che troppo spesso raccontano disservizi e sofferenze, finalmente una storia che restituisce fiducia nella sanità campana. All’ospedale San Rocco di Sessa Aurunca, si legge sul quaotidiano Online Officin@0823, un uomo di 66 anni di Nola, da anni costretto su una sedia a rotelle e senza più la forza di muovere le mani, è tornato a camminare grazie a un intervento complesso e delicatissimo eseguito dal dottor Alfredo Bucciero, primario della Chirurgia vertebro-midollare, insieme al dottor Gennaro Piscopo e alla loro équipe. L’uomo aveva affrontato due precedenti operazioni in un’altra struttura senza alcun miglioramento. Quando è arrivato al “San Rocco”, la situazione era disperata. Gli esami effettuati dal team hanno però rivelato una compressione ancora presente sul midollo spinale: da qui la decisione di tentare un nuovo intervento, durato oltre otto ore. Un’operazione rischiosa, ma eseguita con competenza e precisione. Il risultato ha superato ogni aspettativa: in pochi giorni il paziente ha recuperato la piena funzionalità delle braccia e ha iniziato a muovere le gambe, riuscendo a camminare con l’aiuto del deambulatore. Un successo che ha il sapore della speranza e che testimonia come, anche in un contesto difficile, con poco personale e risorse limitate, la professionalità e la dedizione possano fare la differenza. Il reparto di Chirurgia vertebro-midollare del “San Rocco”, attivo solo da luglio 2024, ha già eseguito quasi 270 interventi su casi complessi, diventando in pochi mesi un punto di riferimento per tutto il territorio. Dietro questo traguardo non ci sono miracoli, ma medici, infermieri e operatori che ogni giorno combattono contro la burocrazia, la carenza di mezzi e la stanchezza. Eppure continuano a credere nel loro lavoro, dimostrando che la buona sanità esiste e che al Sud si sa ancora scrivere storie di rinascita e di orgoglio.

Fonte: Officin@0823 – Oltre i Fatti- Quotidiano online

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