La Polizia di Stato ha avviato un’indagine dopo una truffa telefonica ai danni di un cittadino di Sora, raggirato da finti operatori bancari e derubato di quasi 10mila euro.
Nei primi giorni di agosto, la vittima è stata contattata sul cellulare da un finto addetto alla sicurezza che segnalava un attacco hacker in corso. Convinto dalla necessità di mettere al sicuro i propri risparmi, l’uomo ha effettuato tre bonifici: uno da 50 euro su un conto estero e due, rispettivamente da 4.590 e 4.850 euro, su una carta prepagata italiana.
Solo il giorno successivo, accortosi del raggiro, il cittadino si è rivolto al Commissariato di P.S. di Sora per sporgere denuncia.
Gli accertamenti degli agenti si sono concentrati sul numero di telefono utilizzato per il contatto e sull’Iban indicato. Il telefono è risultato intestato a un cittadino straniero tramite una probabile identità fittizia, mentre la carta prepagata ha condotto a un trentunenne disoccupato residente a Napoli, già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona.
Dalle verifiche è emersa anche una denuncia di smarrimento della carta prepagata presentata dall’indagato il giorno successivo alla truffa. L’uomo avrebbe dichiarato di aver perso il documento un mese prima, una retrodatazione che gli investigatori considerano un tentativo di precostituirsi un alibi.
Il conto è stato bloccato e gli atti sono stati trasmessi all’Autorità giudiziaria per il reato di truffa.
A margine dell’operazione, la Polizia di Stato ha rinnovato l’appello alla massima prudenza contro il fenomeno dello spoofing e dei finti allarmi bancari. Gli istituti di credito e gli organi di polizia, viene ricordato, non chiedono mai di spostare denaro su altri conti o carte prepagate per motivi di sicurezza, né richiedono password o codici di accesso al telefono.
In caso di chiamate che segnalano accessi abusivi e sollecitano bonifici urgenti, la raccomandazione è di riagganciare subito, non effettuare operazioni e verificare la situazione contattando direttamente il servizio clienti della propria banca o i numeri di emergenza delle forze dell’ordine.
È obbligo rilevare che l’indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto e che la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente. Solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato potrà essere eventualmente riconosciuto colpevole in via definitiva, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.