Emergenza Cinghiali: Un’invasione denunciata anche dalla Coldiretti con manifestazione a Roma di giovedì 8 luglio scorso

Produttori agricoli in agitazione, danni alle coltivazioni, aumento della presenza lungo le strade dei centri abitati, danni alle autovetture in special modo lungo le strade di media velocità con violenti impatti a causa di fulminei e improvvisi attraversamenti.  Un quadro  drammatico  che emerge da una analisi di Coldiretti forte di un sondaggio Ixe: questi ungulati in Italia sono troppi, La pensano così sette italiani su dieci, che ormai li incontrano ovunque, a due passi da casa o all’uscita del ristorante. Contano gli incidenti d’auto. Nei primi 7 mesi del 2020 l’osservatorio Asaps ne ha registrato 86  gravi dovuti ad animali selvatici che hanno causato 5 morti e 111 feriti (nonostante i due mesi di lockdown). Per non parlare di quelli subiti e non dichiarati ufficialmente. E’un fenomeno che ormai affligge buona parte dell’Europa, con distruzione dei raccolti ma soprattutto la paura di non doverselo trovare davanti. Una situazione divenuta ormai cronica, a cui tutte le Amministrazioni: Regione, Provincia e Comuni dovrebbero interessarsi per risolverla con la massima urgenza.  Una situazione che ha ormai oltrepassato il limite di guardia- scrive la Coldiretti – con gli agricoltori esasperati che giovedì 8 luglio 2021 dalle 9.00 a Roma in piazza Montecitorio hanno scatenano la più grande protesta mai realizzata prima nella Capitale e con le mobilitazioni in tutte le Regioni, da Milano a Napoli, da Torino a Bologna, da Palermo a Cagliari, da Bologna a Bari, con il coinvolgimento di decine di migliaia di agricoltori, allevatori, pastori e cittadini e le dolorose testimonianze di chi è stato personalmente colpito ed ha paura per l’incolumità della propria famiglia. I branchi – sottolinea ancora la Coldiretti – si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi dove giocano i bambini, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con pericoli per la salute e la sicurezza delle persone.
In Italia dopo il lockdown per l’emergenza Covid i cinghiali hanno raggiunto la cifra record di 2,3 milioni di esemplari – continua la Coldiretti – con gli animali selvatici nelle città alla ricerca di cibo tra i rifiuti, nei parchi e addirittura nei cortili delle case con evidenti rischi per la salute. Insomma una situazione diventata insostenibile nelle campagne con danni per almeno 200 milioni di euro all’anno alle produzioni agricole ma – sottolinea e conclude la Coldiretti – viene compromesso anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale. La Coldiretti in conclusione,  chiede che le Regioni si coordinino strettamente con lo Stato e operino in modo risoluto per attuare le misure previste per il controllo e il contenimento dei cinghiali, affinché:
• gli agricoltori possano avanzare richiesta di intervento e procedere direttamente in quanto muniti di apposita licenza;
• l’attività di coordinamento delle azioni di contenimento e prelievo spettino alla polizia municipale e provinciale;
• gli agricoltori vengano coadiuvati dalle stesse forze dell’ordine, da guardie venatorie volontarie ma possano delegare le attività a cacciatori abilitati iscritti all’apposito registro regionale;
• il calendario venatorio venga allargato fino a comprendere i mesi che vanno da settembre a gennaio;
• le carni degli animali vengano destinate alla beneficienza nel rispetto di standard di sicurezza o vengano valorizzati a sostegno dell’economia locale;
• che la regia complessiva di tali azioni di contenimento e prelievo sia affidata al Prefetto in quanto “competente per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza. In conclusione, la quantità di esemplari presenti sul territorio italiano e vasta, nel su d pontino diversi cittadini hanno lamentato la presenza vicino a scuole, in aree urbane, incidenti  stradali ecc. sebbene sia arduo trovare rimedi per arginare il fenomeno, restano importanti o quanto meno opportune le proposte avanzate dalla Coldiretti.