Chiusa l’indagine della Guardia di Finanza di Formia, in collaborazione con quella di Frosinone, che ha smascherato una frode sui bonus edilizi, con un danno stimato di oltre 76 milioni di euro. Il caso riguarda la creazione di falsi crediti d’imposta, legati principalmente a “sisma bonus” e ristrutturazione edilizia, ottenuti tramite un complesso sistema di cessioni illecite.
In totale, sono 87 le persone fisiche coinvolte, tra cui 24 indagati. Tra questi, figurano anche soggetti legati a Formia, Gaeta e altri comuni del Lazio, nonché a Puglia, Lombardia e Campania. Le indagini, avviate a febbraio 2023, hanno portato al sequestro di crediti d’imposta illeciti e alla denuncia di soggetti legati a 36 società, molte delle quali costituite ad hoc per commettere la frode. Alcune di queste società sono risultate essere “cartiere”, create esclusivamente per emettere crediti falsi senza effettivi lavori di ristrutturazione.
Il sistema fraudolento ha visto i crediti ceduti più volte, alcuni dei quali sono arrivati fino a Poste Italiane o sono stati utilizzati per compensare imposte dovute. L’inchiesta ha anche rivelato collegamenti tra cedenti e cessionari, come la presenza di un unico legale rappresentante per entrambe le parti coinvolte nelle transazioni.
Il prossimo 9 giugno 2026 si terrà l’udienza preliminare presso il Tribunale di Cassino, dove gli indagati potranno chiedere un rito alternativo. Tra gli arrestati figurano anche personaggi già coinvolti in un’altra inchiesta, come il pregiudicato Gianni Luglio, considerato tra i principali artefici della frode.

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