“A tu per tu con …… Gianluca Paolisso”

I.T.E. Tallini Castelforte

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CULTURA: “A tu per tu con …. “ abbiamo incontrato l’attore Gianluca Paolisso, che, in questa intervista, si racconta a 360 gradi parlando della sua nuova avventura con la “C. T. Genesi Poetiche” di cui è fondatore, insieme con Daria Contento e del prossimo spettacolo “Requiem for Medea”, che debutterà a Formia, presso il Teatro Bertolt Brecht, il prossimo 18 e 19 giugno, di cui Paolisso è autore.

D. Gianluca, come nasce la C.T. Genesi Poetiche?

R. Da tempo desideravo creare una realtà indipendente, uno spazio in cui esprimere liberamente creatività, pensieri e idee senza alcuna imposizione esterna, un luogo altro che avesse insomma una sola regola: la necessità di dire.

In fondo sono le concomitanze a rendere tangibili obiettivi già sedimentati dentro di noi: durante le prove del nostro primo spettacolo io e Daria Contento, dopo un rapido sguardo di intesa, ci siamo detti che non potevamo continuare il lavoro senza una degna cornice, privi di uno sguardo che andasse oltre un semplice debutto e relative repliche.

Così nasce la C.T. Genesi Poetiche, dalla ferma volontà di essere, dalla voglia sfrenata di costruire un’identità mutevole, in costante trasformazione, senza mai cedere alle odiose e per certi versi inumane dinamiche del nostro mestiere.

D. Cosa ti ha portato a decidere di dar vita ad un laboratorio di sperimentazione teatrale, una nuova forma di ricerca, diversa dal teatro tradizionale?

R. La mia scuola è legata fortemente al teatro sperimentale e di ricerca: se escludiamo brevi ma importanti contesti legati agli studi accademici, non ho mai preso parte a lavori di stampo classico, e forse questa è stata una fortuna, perché mi ha dato la possibilità di comprendere quanto sia importante il linguaggio non verbale, la narrazione corporea, la nuova drammaturgia.

Checché se ne dica, le nuove generazioni teatrali hanno tutte le carte in regola per vincere.

La C.T. Genesi Poetiche non porta in scena Ibsen,Cechov, Shakespeare non perché ne disconosca la grandezza, ce ne guarderemmo bene, ma perché riteniamo sia giunto il tempo di raccontare i bi-sogni ritmici ed estetici dei nostri tempi. Tenteremo questa strada con sacrificio e umiltà.

Dei grandi autori indagheremo temi e suggestioni, crediamo sia più stimolante.

D. Quanto sono state importanti per te le diverse esperienze fatte negli spettacoli come ad esempio La Cattedrale e RomeoeGiulio, spettacoli in cui l’attore e la sua fisicità rappresentano il punto centrale?

R. Negli ultimi sette anni ho avuto il privilegio di recitare in contesti italiani e internazionali con vari spettacoli: esperienze irripetibili dal punto di vista umano e artistico. Non posso esimermi dal ringraziare chi ha permesso tutto ciò: donare è sempre indizio di fiducia.

La Cattedrale e RomeoeGiulio rappresentano di certo capitoli importanti di questo percorso, lavori che hanno accresciuto la mia consapevolezza attoriale, drammaturgica e registica. A costo di ripetermi, credo che ringraziare sia doveroso e forse insufficiente.

D. La C.T. Genesi Poetiche debutta con lo spettacolo “Requiem for Medea”, un lavoro che tocca temi di strettissima attualità. Cosa ti aspetti, come pensi risponderà il pubblico?

R. Come si può facilmente evincere dal titolo, Requiem for Medea è una riscrittura per sola attrice in scena tratta dalla celebre tragedia euripidea.

I temi del mito sono attualissimi, anche se solo accennati: il sentirsi straniero in terra d’altri, l’accoglienza e la costante paura dell’esilio, il folle amore e l’abbandono degli affetti.

Ho cercato di dare maggior risalto a questi temi, delineando una figura di donna moderna, schiava della società e delle sue dinamiche, il tutto nell’ottica di una forte smitizzazione.

In Requiem for Medea non ci sono eroi, ma solo individui in un mondo che decade pian piano, oramai privo di valori; gli stessi personaggi del Mito sono prototipi dei nostri tempi, basti pensare a Giasone, tratteggiato come un brutale scafista di immigrati, o la Principessa, ragazza vanitosa alla continua ricerca di potere e ricchezze.

Oltre la storia di donna, madre e assassina, Medea racconta, analizza, seziona la contemporaneità, ce la mostra in tutta la sua lordura e debolezza.

I ricordi sono dolci, i misfatti commessi in vita irreparabili, eppure c’è ancora una preghiera da pronunciare, un barlume di speranza nel buio: chissà come andrà a finire …

Mentirei se non dicessi che mi aspetto una forte partecipazione da parte del pubblico, ma ciò che più mi interessa, oltre le critiche e le impressioni a caldo, è che la gente si schieri, che prenda posizione su determinati temi posti in esame, o che per lo meno rifletta sulle suggestioni proposte, senza ovviamente scadere nel facile raziocinio.

Spero davvero che il nostro primo passo infonda non solo emozioni, ma piccoli sprazzi di idee.

D. “Requiem for Medea” è il tuo primo spettacolo da autore: come ti sei approcciato a questa nuova veste?

R. Avevo precedenti esperienze riguardo la scrittura in prosa, ma potete immaginare quanto la drammaturgia sia differente: sono molteplici i linguaggi da tenere in considerazione oltre le semplici battute, basti pensare alle possibilità di resa fisica da parte degli interpreti, la temperatura emotiva suscitata dalla musica in una data scena, il disegno luci, gli oggetti di scena, la scenografia … storie al pari della prima storia, una tavolozza di colori da gestire con attenzione, onde evitare penosi accostamenti.

Mi sono avvicinato alla scrittura teatrale con responsabilità, cercando di tracciare una linea guida che avesse una precisa cifra stilistica, elasticità e visione.

Ci sto prendendo gusto, vedremo cosa accadrà nei prossimi anni.

D. Gianluca Paolisso attore o Gianluca Paolisso autore, a quale figura ti senti più legato?

R. Mancherebbero all’appello Gianluca Paolisso Regista e Gianluca Paolisso strimpellatore, ovviamente scherzo.

Non credo di essere legato ad una veste piuttosto che ad un altra: il mio obiettivo è diventare un teatrante completo ed eclettico, che nei limiti del possibile sia in grado di passare dall’interpretazione alla Regia, per poi andare a gestire un allestimento luci mentre revisiona la scena di un testo. Credo che l’attuale situazione di precarietà e incertezza richieda tutto ciò: se mancano determinate maestranze si deve sopperire in qualche modo, almeno fin quando il portafoglio è vuoto. Inoltre penso sia indispensabile conoscere ogni branca dello spettacolo, i comparti tecnici e artistici nella loro totalità.

Spero di riuscire in questa impresa titanica, siamo sulla buona strada.

Desidero infine ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questo debutto e in particolar modo Daria Contento, attrice generosa e donna autentica, mai paga e sempre pronta a mettersi in discussione prova dopo prova. Le devo molto, e spero di averla ripagata in minima parte di tutti i sacrifici.

Noi della C.T. Genesi Poetiche vi aspettiamo in Teatro!

di Enrico Duratorre

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