Acqualatina incassa, Gaeta ringrazia. L’analisi delle “Associazioni Comunità Lazio Meridionale e Isole Pontine” e “Associazione Incontri & Confronti”

C’è qualcosa di perverso nel ruolo che hanno i Comuni all’interno della società Acqualatina. Essi pur rappresentando il 51% della compagine sociale e, quindi, almeno sulla carta, in grado di limitare le tariffe, lasciano che queste aumentino liberamente, permettendo al Gestore idrico di ricavare immeritati e significativi utili, a danno dei cittadini utenti. Lo sconcerto nasce dal fatto che gli aumenti tariffari favoriscono anche i comuni, che non dovrebbero guadagnare sui servizi che indirettamente offrono.

Ne parliamo perché abbiamo la conferma per tabulas (se ce ne fosse ancora bisogno) che, invece, i Comuni fanno cassa con i dividendi distribuiti dalla Società, in base agli utili del suo bilancio. Questi sono il frutto delle esose bollette recapitate agli utenti che, oltre a finanziare i costi del servizio e il margine di guadagno (oltre 100 milioni in venti anni), servono anche a coprire i costi delle perdite di rete, di cui gli utenti non hanno nessuna colpa.

Le perdite costituiscono una parte rilevante del bilancio annuale di Acqualatina, a causa degli elevati costi energetici spesi per sollevare inutilmente l’acqua, che poi fuoriesce dalle tubazioni colabrodo. Non stiamo parlando di poca roba se le perdite arrivano a circa il 70% di tutta l’acqua immessa in rete e se i consumi elettrici globali pesano in bilancio circa 30 milioni di euro l’anno. Sarebbe più saggio e giusto che i costi delle perdite di rete, almeno in robusta parte, se li assumesse la Società, come conseguenza della sua inefficienza.

Le circostanze sopra esposte forniscono lo spunto per almeno due considerazioni:

  1. se gli utenti pagano a piè di lista i costi delle perdite, si capisce bene perché fino ad oggi sia risultato scarso l’impegno di Acqualatina per ridurne la percentuale;
  2. se la Società distribuisce dividendi che arricchiscono anche i comuni, si capisce bene perché essi la lascino fare.

La prova di tutto ciò? È nella determina n. 1305 del 19 dicembre 2023 della Segreteria Generale del comune di Gaeta: “Accertamento dei dividendi della Società Acqualatina spa, organismo partecipato dal comune di Gaeta. Erogazione dividendi 2020”. In essa è scritto “…. di prendere atto della carta contabile n. 7360 con la quale si attesta la riscossione di € 32.783 quali dividendi della società partecipata Acqualatina SPA”.

Il risultato (assai discutibile) di quanto descritto è che gli utili di spettanza dei Comuni non sono investiti per abbattere le perdite di rete e, quindi, per abbassare le bollette idriche, ma vengono incamerati per scopi di bilancio. Questo meccanismo perverso fa in modo che a rimetterci siano sempre i poveri utenti, vessati addirittura anche dai propri municipi. È una sorta di tassa occulta, riscossa per interposto soggetto.

“Associazione Comunità Lazio Meridionale e Isole Pontine”

“Associazione Incontri & Confronti”

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