Dal lontano marzo, infatti, l’ufficio è stato chiuso per presunti lavori di ristrutturazione, ma, ad oggi — dopo quasi cinque mesi — gli interventi non sono nemmeno iniziati.
L’obiettivo di trasformare l’ufficio postale in un centro di servizi polifunzionali e in un avamposto della pubblica amministrazione, più vicino alle esigenze dei cittadini e delle imprese, si sta purtroppo rivelando un completo fallimento.
Del tanto annunciato Progetto Polis — proposto con spirito costruttivo dalla minoranza — non vi è ancora alcuna traccia. Ciò che desta maggiore preoccupazione è l’inerzia del Sindaco: nonostante le continue sollecitazioni presentate in Consiglio Comunale e alla stampa, l’Amministrazione non ha manifestato il dovuto dissenso nei confronti di Poste Italiane per i gravi ritardi (i lavori non sono neppure iniziati, anzi, addirittura, non è stato proprio aperto il cantiere).
Il Sindaco, per alleviare i disagi della cittadinanza, avrebbe dovuto programmare e richiedere a Poste Italiane misure alternative o temporanee, come l’attivazione di un ufficio postale mobile, l’installazione di uno sportello bancomat sostitutivo o qualsiasi altro servizio utile a garantire la continuità operativa. Nulla di tutto ciò ha fatto.
Il malessere è profondo e inaccettabile per tutte le fasce della popolazione, in particolare per gli anziani, costretti — in questo caldo torrido — a recarsi nei comuni limitrofi per espletare anche le operazioni postali più semplici. Molti, infatti, non riescono nemmeno a ritirare la pensione o a prelevare denaro, poiché lo sportello ATM esterno è anch’esso fuori servizio.
L’Amministrazione eviti, dunque, di impartire lezioni su come contrastare lo spopolamento e il declino dei centri storici, quando non è nemmeno in grado di garantire la permanenza di un servizio pubblico essenziale, e non di certo nuovo.
Questa criticità, aggravata dall’apertura ridotta della filiale Unicredit (soli due giorni a settimana), sta impattando negativamente sul tessuto socio economico del territorio, sull’accoglienza e sulla permanenza dei turisti, dei concittadini emigrati che tornano in Paese durante l’estate, e di tutti coloro che frequentano l’area termale.
Un’amministrazione lungimirante ed efficiente dovrebbe mettere in campo misure concrete e virtuose per arginare il preoccupante calo demografico e il continuo depauperamento del nostro territorio, perché se abbandonato e privo di interventi mirati, rischia un progressivo impoverimento che, col tempo, potrebbe condurre a un isolamento irreversibile.
Il capogruppo Liberi per Castelforte