Coordinamento Città di Fondi sulla chiusura del “San Giovanni di Dio”

A Carnevale ogni scherzo vale, anche quello di non provvedere ad una tempestiva sostituzione dei medici recentemente trasferiti dall’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Fondi in altri nosocomi provinciali. A che gioco sta giocando la Regione Lazio con il Presidio ospedaliero Centro?

Purtroppo il silenzio opposto alle continue richieste di ascolto formulate ormai da mesi dai Sindaci dei Comuni di Fondi, Campodimele, Lenola, Monte San Biagio e Sperlonga sta diventando sempre più clamoroso.

C’è un preciso motivo per cui i rappresentanti istituzionali di un territorio non hanno diritto ad essere ascoltati?

C’è un preciso motivo dietro l’indifferenza registrata a seguito dell’invio di un documento unitario sulla sanità territoriale approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Fondi e fatto proprio anche dalla massima assise di tutti i Comuni limitrofi?

C’è un preciso motivo per cui anche le manifestazioni pubbliche che hanno visto il coinvolgimento di migliaia di cittadini riunitisi in assemblea e che hanno sfilato compostamente per le strade di Fondi hanno avuto come unico riscontro il totale disinteresse?

C’è un preciso motivo dietro il mancato trasferimento di un tecnico presso il Laboratorio Analisi dell’ospedale di Fondi e del trasferimento di due chirurghi contemporaneamente verso altri ospedali della provincia?

C’è un preciso motivo dietro l’indifferenza dei Consiglieri regionali della provincia di Latina – fatto salvo l’interessamento diretto di Giuseppe Simeone – che non hanno ritenuto sinora necessario far comprendere al Commissario per la Sanità regionale Nicola Zingaretti l’emergenza sanitaria in cui gravano le strutture del Presidio Centro?

E’ dunque comprensibile lo sfogo del Comitato pro ospedale e dei cittadini che denunciano a chiare lettere il “coma profondo” in cui è stato fatto precipitare il “San Giovanni di Dio”, nonostante gli incessanti allarmi rivolti a chi ha il dovere di impedire che ciò avvenisse.

Le nostre comunità sono a buon diritto allarmate perché consapevoli che con il trascorrere dei mesi si sono sempre più indeboliti reparti dell’ospedale di Fondi che hanno rappresentato per decenni un’eccellenza sanitaria sia in ambito pontino che regionale e che risultano essere indispensabili per il mantenimento dei livelli qualitativi, quantitativi e professionali di tutto il Presidio Centro.

L’ultimo colpo inferto al nosocomio di via San Magno è stato sferrato pochi giorni fa per voce dell’Assessore regionale Ciminiello che, in risposta ad un’interrogazione del Consigliere Francesco Storace, ha anticipato la volontà della Regione Lazio di accorpare i servizi della rete perinatale, situati sinora presso gli ospedali di Fondi e Formia.

Dopo un mesto Natale e gli “scherzi” di Carnevale, temiamo che per Pasqua possa arrivare in dono dalla Regione Lazio un uovo con la “sorpresa” dello svuotamento del “San Giovanni di Dio”…

 

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