Crisi Idrica: Mitrano dice si ai dissalatori, ma qualche esperto solleva dubbi.

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CRONACA: Dopo l’incontro con il Sindaco Bartolomeo, l’Ing. Ennio Cima, Direttore Tecnico di Acqualatina S.p.A., ha incontrato il Sindaco di Gaeta al fine di affrontare insieme e risolvere al più presto possibile l’emergenza idrica.

Mitrano ha sollecitato ancora una volta azioni risolutive a breve termine, ma anche interventi immediati che possano limitare, a stretto giro, i gravi disagi vissuti dalla popolazione.

Le azioni risolutive dell’emergenza sono quelle inserite nel “Programma degli Investimenti 2016/2019”, portato alla Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti ATO 4 nella riunione dello scorso 20 dicembre.

Aumentare l’approvvigionamento idrico, anche attraverso la creazione di nuovi pozzi di captazione e ridurre la dispersione idrica che al momento è pari al 70 – 80%, come detto dall’Ing. Cima nell’incontro con il Sindaco Bartolomeo pochi minuti prima di incontrare Mitrano.

Tra gli interventi urgenti, che possono essere realizzati subito, come ha spiegato l’Ing. Cima ci sono i dissalatori che consentirebbero di ridurre l’invio a Gaeta dell’acqua dalle sorgenti, consentendo, dunque, all’Ente di Gestione del servizio idrico integrato di risparmiare l’acqua che andrebbe così a coprire il fabbisogno della vicina Formia.

Un coperta sempre troppo corta che se copre una parte scopre l’altra; inoltre, nell’incontro a Formia, l’ipotesi dissalatori ha suscitato non pochi dubbi.

I moduli, secondo Acqualatina, verrebbero posizionati nel porto di Gaeta da cui prenderebbero acqua, dissalandola ed inviandola a Gaeta, restituendo al mare la salamoia dovuta al meccanismo di desalazione, una salamoia che, secondo alcuni esperti presenti all’incontro formiano, distruggerebbe l’ecosistema nel raggio di dieci metri, inoltre la produzione.

Inoltre, non si capisce a carico di chi sarebbero posti i costi di produzione dell’acqua desalata, che secondo l’Ing. Cima sarebbero i più bassi, ma pur sempre costi che, se riversati a carico dell’utenza, sarebbe un ulteriore beffa per i consumatori.

di Enrico Duratorre