Inaugurato il Rural Social Hub “Miro Kodelja” sul bene confiscato di Maiano di Sessa Aurunca.

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Don Ciotti: «Qui si realizza l’enciclica di Papa Francesco»

«Qui si realizza l’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco, si raccoglie il grido della terra. Questo progetto concretizza l’ecologia integrale che ci insegna il Papa, si mettono al centro le persone e le relazioni, comprendendo che questione sociale e questione ambientale stanno insieme e rappresentano il cuore delle sfide che dobbiamo affrontare». Così Don Luigi Ciotti all’inaugurazione dell’Hub realizzato sul bene confiscato “Alberto Varone” a Maiano di Sessa Aurunca. L’hub, dedicato a Miro Kodelja, il “suonatore di foglie” sopravvissuto a Dachau e a 40 anni di internamento manicomiale, è uno dei risultati del progetto “Rural Social Hub”, promosso dall’Istituto di Studi Politici “San Pio V” e dalla Fondazione con il Sud, e realizzato da NCO/Nuova Cooperazione Organizzata. Sarà un luogo dedicato al riutilizzo dei terreni confiscati e allo sviluppo dell’agricoltura sociale, temi su cui si sta realizzando anche uno studio che si concluderà a dicembre. «Queste terre non vogliono essere in mano a chi le ha sporcate di sangue, violenza, corruzione» ha detto ancora Don Ciotti «Devono diventare beni comuni. Ma non basta che vengano confiscati e assegnati, bisogna creare le condizioni perché questi beni siano effettivamente riutilizzati. Noi oggi sappiamo che il contrasto alla criminalità deve essere saldato alla giustizia sociale». Quindi, il presidente di Libera, ha ribadito che «Bisogna difendere la legalità anche dai ladri di parole. Liberarsi dalla camorra è riscattare la bellezza», rivolgendosi direttamente ai tanti ragazzi intervenuti, del Liceo Agostino Nifo di Sessa, dell’Isis Emilio Sereni di Afragola e della scuola media Enrico Fermi di Cellole. Con Don Ciotti il Presidente dell’Istituto “San Pio V”, Antonio Iodice, che ha spiegato come l’investimento realizzato per questo progetto sia volto «a rafforzare questo presidio di civiltà, a riproporre l’etica al centro del nostro agire». Sono intervenuti anche il coordinatore del comitato Don Peppe Diana Valerio Taglione, il referente del coordinamento di libera Caserta Gianni Solino, i sindaci di Sessa Aurunca e Cellole, Silvio Sasso e Angelo Barretta. «Seguiamo il suono delle foglie di Federico per restituire dignità alle persone e difendere la bellezza delle nostre terre» ha detto il presidente della Cooperativa “Al di là dei Sogni” (che gestisce il bene confiscato) Simmaco Perillo «questo hub è uno strumento per creare, a partire dai beni confiscati e dall’agricoltura sociale, uno sviluppo sostenibile e inclusivo dei nostri territori, per realizzare quell’economia sociale che è il vero antidoto all’economia criminale»