Lazio: LE BUFALINE DE L’UNITA’.

Il Paese delle meraviglie a Minturno


bufaline copia“L’Unità”, il giornale di partito che continua ad essere stampato solo grazie ai finanziamenti pubblici, si unisce alla gloriosa tradizione di ospitare testi scritti da collaboratori che si credono detective solo perché sanno aprire dei pdf. Nell’episodio odierno Jolanda Bufalini riesce a riempire tre colonne di pretenziosi usi retorici delle cifre, coadiuvata da un titolista birbone: “Lazio, al comizio di Beppe a spese del contribuente”.  Non c’è bisogno di particolari sforzi per giustificare che i 67/70 euro per Pomezia ed i 165 per andare a Milano a discutere con Grillo rientrano nelle spese d’attività politica previste dal codice etico. Con un tono tra il faceto e lo strumentale la giornalista accenna solo “en passant” al fatto che se è arrivata a conoscenza di questi sprechi di denaro pubblico è perché il M5S Lazio pubblica i rendiconti delle diarie (la cronista dovrebbe sapere che non c’è un obbligo nei tempi della pubblicazione e che ora i rendiconti del M5s sono disponibili, a differenza di quelli degli eletti delle altre forze politiche che li considerano un’integrazione al proprio già lauto stipendio ) e che quindi è riuscita a scrivere l’articolo solo in virtù della trasparenza, anche perché analizzando la sua produzione anteriore non sembra proprio quella che si definisce una “cronista d’assalto”. Se fosse di questa schiera, si recherebbe a Via della Pisana e si renderebbe conto che il “crapulone” Barillari ha speso 125 euro per una webcam e cuffia, dispositivi adesso a disposizione del gruppo nella sala riunioni e necessari per le dirette streaming con i cittadini distribuiti sul territorio (con un notevole risparmio rispetto a chi va a caccia di voti in automobile come molti altri consiglieri). Il M5S Lazio da mesi chiede invano a Leodori, presidente del Consiglio di marca PD, di definire le modalità per la restituzione degli oltre 40.000 euro accantonati dal fondo eletto-elettore. Lo stesso silenzio avvolge i rendiconto di spesa dei consiglieri delle altre forze politiche, di cui la Bufalini non s’interessa perché probabilmente troppo difficili da reperire per una che lavora dalla poltrona. Se un giorno avesse voglia di venire a Via della Pisana a vedere come lavoriamo potrebbe cogliere l’occasione per chiedere a Leodori informazioni sul perché ogni consigliere del Lazio, tranne quelli del M5S, percepisce 20.000 euro in più per un assistente o perché sia stato violentato il regolamento per permettere l’assunzione di tre collaboratori per ogni gruppo (ovviamente escluso il M5S) in spregio a qualsiasi buona pratica ed alla “spending review”. Gramsci, che fondò il giornale finito a pubblicare la Bufalini, ha scritto “Quando discuti con un avversario, prova a metterti nei suoi panni. Lo comprenderai meglio e forse finirai con l’accorgerti che ha un po’, o molto, di ragione. Ho seguito per qualche tempo questo consiglio dei saggi, ma i panni dei miei avversari erano così sudici che ho terminato: è meglio essere ingiusto qualche volta che provare di nuovo questo schifo che fa svenire”.

Davide Barillari

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