PRECARI PUBBLICI: USB, CAUTA SODDISFAZIONE SUGLI ESITI DELLA PRIMA GIORNATA DI LOTTA

Cauta soddisfazione dell’USB a bilancio della prima giornata della staffetta dei precari pubblici in lotta, che ieri ha visto manifestazioni in Sicilia, Calabria, Campania e nella capitale, con presìdi degli LSU/LPU, insieme ai precari  degli Enti Locali del Lazio, ed iniziative di forte protesta, come l’occupazione simbolica della stazione ferroviaria di Villa San Giovanni.

La staffetta, organizzata per denunciare l’inadeguatezza del cosiddetto decreto “salva precari” e chiedere stabilizzazioni vere per tutti,  ha sensibilizzato  Governo,  Ministro del Lavoro e Presidenti delle regioni interessate.

Il Ministro del Lavoro Giovannini ha voluto esprimere fattivamente la sua attenzione incontrando l’USB. Il Sottosegretario Carlo Dell’Aringa, delegato dal Ministro, ha ascoltato le proposte avanzate dall’organizzazione sindacale sul superamento dei limiti imposti dal decreto 101 per facilitare l’assunzione dei LSU/LPU e sulle problematiche relative alle stabilizzazioni effettuate nel Lazio.

L’USB ha ottenuto rassicurazioni sulla disponibilità del Ministro Giovannini e del suo Dicastero a farsi parte attiva presso tutte le istituzioni competenti per approfondire le questioni sollevate mediante la convocazione di due diversi tavoli: uno con il MEF e il Dipartimento della Funzione Pubblica per le questioni generali degli LSU/LPU; l’altro specifico per i problemi di circa mille ex LSU del Lazio, oggi con contratto a tempo determinato negli Enti Locali e in molti casi senza stipendio. L’incontro si è concluso con l’impegno a riconvocare l’USB entro le prossime settimane.

In Calabria l’USB ha ottenuto l’incontro con la Regione, fissato per il prossimo 23 settembre;  in Sicilia , per mercoledì 25 è convocata la commissione Lavoro della Regione, con audizione dei precari che hanno dato vita alle mobilitazioni sulla riapertura delle assunzioni previste nel 2006 con legge regionale.

L’USB valuterà gli esiti concreti di questi impegni,  con la certezza che il processo di lotta non si fermerà e che le voci dei lavoratori si faranno sentire per tenere alta l’attenzione della politica sulle rivendicazioni dello sciopero  generale del 18 ottobre.