
Il Ponte di Maino continua a versare nel suo stato originale, come se il tempo si fosse fermato. Da anni la circolazione stradale è limitata alla sola carreggiata lato monte, regolata da senso unico alternato mediante semaforo e da limitatori posti agli accessi da ambo i lati, che obbligano i veicoli a un passaggio forzato e rallentato. Una soluzione provvisoria che, con il passare degli anni, è diventata di fatto permanente. Nonostante le evidenti criticità strutturali e funzionali, dell’annunciata ristrutturazione non vi è traccia. Nessun cantiere, nessun progetto reso pubblico, nessuna tempistica certa. Il ponte sembra essere finito in un limbo amministrativo dove le competenze si sovrappongono o, peggio, si dissolvono. Secondo quanto emerge, i vari enti che avrebbero giurisdizione sull’infrastruttura – Comune di Sessa Aurunca, Comune di Castelforte, Provincia di Caserta, Provincia di Latina, o altri organismi sovraordinati, non sembrano aver ancora chiarito chi debba farsi carico degli interventi necessari. Una situazione paradossale, che alimenta la sensazione, sempre più diffusa tra i cittadini, che il ponte non sia neppure correttamente censito o localizzato sulle carte ufficiali. Nel frattempo, a preoccupare non è solo l’assenza di opere strutturali, ma anche la mancanza di ordinaria manutenzione. I delineatori installati ( limitatori di carreggiata), lungo il tratto del ponte risultano in parte deteriorati o non manutenuti, e nei giorni scorsi è stata segnalata la presenza di un tubo di ferro pericoloso, probabilmente urtato da un veicolo in transito, che regge, probabilmente, segnaletica direzionale. Un elemento che rappresenta un potenziale rischio per la sicurezza di automobilisti e motociclisti. A farsi sentire sono soprattutto i cittadini e i lavoratori che attraversano quotidianamente il ponte, costretti a code, rallentamenti e disagi, oltre alla crescente preoccupazione per le condizioni di sicurezza. Le lamentele si moltiplicano, ma finora sembrano rimanere senza risposta. La domanda che tutti si pongono è semplice quanto inevitabile: come mai nessuno interviene?
Se la competenza è comunale, spetta all’amministrazione locale garantire sicurezza e manutenzione. Se invece ricade su Provincia o altro ente gestore della viabilità, è a quest’ultimo che devono essere attribuite le responsabilità. In ogni caso, ciò che appare evidente è una carenza di coordinamento e di assunzione di responsabilità, che non può più essere giustificata dal rimpallo istituzionale. In un periodo in cui la sicurezza delle infrastrutture dovrebbe essere una priorità assoluta, il Ponte di Maino resta un simbolo di immobilismo e disattenzione. I cittadini chiedono risposte, interventi immediati e soprattutto chiarezza: sapere chi deve agire e quando. Perché un ponte dimenticato non è solo un problema di traffico, ma una questione di sicurezza pubblica e di rispetto verso chi lo percorre ogni giorno.

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