SIMEONE (PdL): “Mozione in consiglio regionale per salvare il tribunale di Gaeta. Illegittima e insensata la scelta del Governo”

«Ho presentato, condivisa con il gruppo, una mozione in consiglio regionale contro la soppressione dei tribunali di Gaeta e Terracina. Una scelta scellerata che, a partire dal 13 settembre 2013, eliminerebbe nel sud pontino ogni presidio di democrazia e legalità. Il decreto sarà operativo tra meno di due settimane e l’azione deve essere immediata e puntuale. In queste ore il ministro della Giustizia Cancellieri ha effettuato una apertura sulla possibilità di rivedere il provvedimento. La Cancellieri ha dichiarato che: “Nelle zone ad alto tasso di criminalità non saranno chiusi tribunali”. Questo significa che, come ampiamente esposto nella mozione, non è possibile chiudere le sedi distaccate di Gaeta e Terracina. Il D.lgs. 155/2012, se attuato senza correzioni, produrrà effetti devastanti per il territorio del sud pontino soggetto ai movimenti della criminalità organizzata che opera nel territorio della confinante provincia di Caserta. La soppressione delle sedi distaccate di Gaeta e Terracina comporterà conseguenze negative in termini di controllo e contrasto alla criminalità per i territori dei comuni passati sotto la giurisdizione di Cassino. La dipendenza delle Forze dell’ Ordine che operano sul territorio del sud pontino da un ufficio di Procura (Cassino), situato ad oltre 130 km dai rispettivi comandi provinciali, renderà inesistenti i coordinamenti con la magistratura inquirente, essendo difficile immaginare che si avranno fattivi e quotidiani collegamenti tra la Questura e i Comandi Provinciali (Carabinieri e Guardia di Finanza) con la Procura di Cassino. Il provvedimento, inoltre, renderebbe caotica e più complessa, anche a causa dei disagi legati alla mobilità dei cittadini verso la sede di Cassino, la gestione della giustizia stessa. Il diverso ambito provinciale rende complesso l’esercizio della professione per gli avvocati e per gli oltre 500 praticanti avvocati residenti e operanti nella sezione distaccata di Gaeta in quanto i procedimenti ordinari civili e penali saranno trattati dal Tribunale di Cassino, i riesami reali verranno trattati dal Tribunale di Frosinone mentre le misure di prevenzione saranno competenza del tribunale di Latina e i riesami personali saranno trattati dal Tribunale di Roma. La soppressione delle sedi distaccate di Gaeta e Terracina avrà, quindi, conseguenze negative in termini di controllo e contrasto effettivo alla criminalità per i territori dei comuni passati sotto la giurisdizione di Cassino. Il tutto senza alcun vantaggio sul piano economico. Anzi, la mancanza di una struttura comunale, annunciata nella scuola Diamare di Cassino, destinata ad ospitare l’attuale sezione distaccata di Gaeta, il reperimento di nuovi locali, lo spostamento del personale e del materiale amministrativo inserirà solo nuovi costi a carico dei cittadini. Per non parlare del fatto che il numero dei magistrati della Procura di Cassino è, come evidenziato dalla relazione dei tecnici incaricati dal Ministero stesso, inadeguato a fronteggiare l’ annessione dei comuni del sud pontino. Il mantenimento della sezione distaccata di Gaeta è indispensabile nel contesto socio economico del territorio. Si tratta dell’unico ufficio giudiziario di primo grado dell’intera fascia del basso Tirreno del Lazio e non può essere assorbito da Cassino. La sua cancellazione abbasserebbe il livello di guardia da parte dello Stato nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata. Per queste ragioni ho chiesto al consiglio regionale e al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, di mettere in atto tutte le azioni per bloccare un decreto che mostra ampi margini di incostituzionalità. La Regione ha il dovere di farsi garante del mantenimento di due strutture fondamentali per evitare la paralisi del sistema giustizia nell’area della provincia di Latina, mantenendo di presidi di legalità e democrazia determinanti per dare certezza dei diritti ai cittadini e livelli di sicurezza efficienti. Il mostro dei tagli rischia di uccidere la giustizia. La chiusura dei tribunali di Gaeta e Terracina elimina la speranza di giustizia per trecentomila cittadini italiani. Questo non è consentito a nessuno, meno che mai al dio dei tagli che sta tagliando la vita civile del nostro Paese. La tragedia di Gaeta e Terracina è la cartina al tornasole della capacità di una classe dirigente di non seguire le mode ma di tutelare i diritti e la legalità dei territori che è chiamata a rappresentare».