SIMEONE: “Rifiuti, contro l’emergenza tecnologia e razionalizzazione”

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“Rifiuti, ogni scelta deve puntare ad uscire dall’emergenza per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini. In questa ottica ha rappresentato un passo importante la decisione dei sindaci del sud pontino di incontrarsi per arrivare ad una gestione integrata e comprensoriale dei rifiuti. La decisione degli Enti di partecipare insieme al bando per l’assegnazione dei fondi regionali per l’implementazione della raccolta differenziata è un segnale forte della volontà del nostro territorio di uscire dall’ombra dell’emergenza. Purtroppo ci troviamo a dover affrontare una situazione figlia delle mancate scelte del passato. Come provincia abbiamo sempre sostenuto l’esigenza, ormai imprescindibile, di chiudere il ciclo di gestione integrata dei rifiuti sul nostro territorio. Nonostante questo, nonostante ci siano delle direttive chiare espresse ed approvate dal consiglio provinciale, il nostro appello all’autonomia è sempre caduto nel nulla. Questo ha portato ad una impennata dei costi a carico dei cittadini. I Comuni sono costretti, a causa di una carenza strutturale di infrastrutture e impianti, a sostenere oneri altissimi legati al trasporto dei rifiuti. Il tutto disattendendo i principi di territorialità ed economicità che dovrebbero essere alla base di una sana gestione del ciclo dei rifiuti. Dal 1995 al 2001, quando ero assessore all’ambiente della Provincia di Latina, abbiamo approvato l’unico piano dei rifiuti vigente e ci siamo interrogati sulla necessità di equilibrare costi e benefici per tutti i Comuni del nostro comprensorio. La soluzione era e resta quella della realizzazione di impianti a tecnologia avanzata nel sud della nostra provincia. E mi riferisco ad opere che siano a basso impatto ambientale e che non incidano negativamente su un territorio che nel turismo e nel suo patrimonio naturale trova i pilastri del suo sviluppo. Chiudere il ciclo dei rifiuti sul nostro territorio, e quindi nell’ambito di produzione, significa inoltre rispettare il principio di solidarietà che consentirebbe alla nostra provincia di intervenire a sostegno dei territori in emergenza, anche se solo per periodi limitati. Disciplinare la gestione dei rifiuti favorendo la riduzione della produzione e la regolamentazione della gestione degli stessi attraverso un sistema integrato, promuovere l’impiego di idonee e moderne tecnologie in modo da assicurare le più alte garanzie di protezione dell’ambiente e di tutela della salute dei cittadini, favorire la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti attraverso il riutilizzo, il reimpiego ed il recupero dai rifiuti urbani e speciali, devono essere le nostre priorità. I pilastri su cui si deve operare sono la riduzione, il riciclaggio, il recupero e la valorizzazione dei rifiuti. Solo in questo modo potremo rispondere al criterio di autosufficienza gestionale. I rifiuti non devono essere visti come un problema ma come una opportunità di sviluppo e di contenimento dei costi a carico dei cittadini. Per farlo la strada maestra sta nell’individuazione di impianti di con recupero di energia, a servizio dei bacini di produzione, inseriti organicamente in un sistema di gestione dove si realizzino la raccolte differenziata e le discariche diventino così elemento residuale. Il nostro ritardo, che causa problemi non solo al territorio, ma allo stesso sistema produttivo, va superato innovando non solo le procedure e le tecnologie, ma soprattutto sperimentando un approccio basato sulla pianificazione territoriale, su un ruolo forte della programmazione, su una corretta informazione dei cittadini ed un loro crescente coinvolgimento, su una forte politica di alleanza imprenditoriale pubblica e privata, oltre ad un importante fase di esecuzione ed affidabilità della gestione. Per questo, perché sono convinto che sia arrivato il momento di scegliere e di decidere di rendere il nostro futuro migliore lavorerò in Regione con ogni mezzo perché ciclo integrato dei rifiuti, autonomia gestionale e rispetto dell’ambiente siano non solo parole ma i cardini di un nuovo modo di fare politica che consenta di fare di un’emergenza una risorsa e dei rifiuti un modello di sviluppo oculato”.

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