Sri Lanka: ecco perché visitare la meravigliosa “lacrima d’India”

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I viaggi della vita, quelli da organizzare con calma ma che prima vanno sognati, quelli che restano nella memoria come vere esperienze indelebili e di cui un certo profumo non ci abbandona mai. Lo Sri Lanka sarà uno di questi, fidatevi, ora vi spiegheremo il perché.

    1. La rinascita dopo l’inferno

La storia recente dello Sri Lanka ha visto il paese funestato da eventi che ne hanno impedito un regolare sviluppo. Prima causa fra tutte sono state le guerre intestine: nel 1983 è scoppiata una guerra civile per opera di un gruppo secessionista di etnia Tamil, un popolo stanziatosi in Sri Lanka oltre 2 mila anni fa. I ribelli, che si sono dati l’appellativo “Tigri Tamil” hanno cominciato uno scontro volto all’indipendenza dell’area nordorientale dell’isola, quella abitata prevalentemente dalla loro etnia. Lo scontro è stato duro e sanguinoso, protrattosi per molti anni grazie all’organizzazione militare (e la dotazione di armi fuori dal comune per una forza militare non governativa) che ha avuto pochi pari nella storia delle guerre civili.

Il conflitto si è protratto fino al 2004, anno dello tsunami, secondo grande evento della moderna storia srilankese. Un’onda anomala, generata da un maremoto sulle sponde orientali del golfo del Bangale, colpì violentemente le coste thailandesi, indonesiane e la costa est dello Sri Lanka, per il quale ci furono danni incalcolabili dal punto di vista dei danni a case e infrastrutture ma soprattutto di vite umane (40 mila i morti, una conta che non è mai stata del tutto confermata). Il gravissimo evento portò ad un attenuarsi degli scontri, almeno fino a quando non cominciò la lenta ripresa del paese caratterizzata soprattutto da una massiva privatizzazione delle terre colpite dallo tsunami sottratte ai pescatori che, nel frattempo, erano stati spostati nell’entroterra come soluzione momentanea. Questi uomini persero i loro terreni e, soprattutto, il loro lavoro rinfocolando la fiamma della guerra civile.

Dopo altri 5 anni di conflitti, finalmente, nel 2009 le Tigri Tamil firmarono la loro resa e il presidente Mahinda Rajapaksa poté finalmente far partire il processo di ripartenza del paese, basandosi soprattutto sulla costruzione di nuove infrastrutture e sul turismo. Il paese si è aperto all’accoglienza dell’ospite straniero che oggi può trovare qualsiasi genere di soluzione turistica, adatta alla famiglia come al globetrotter, ma soprattutto incontrando una popolazione gentile e davvero ospitale.

    1. Tante soluzioni per ogni tipo di turismo

L’investimento nel settore turistico comincia a dare i suoi frutti considerato che negli ultimi anni i dati sugli arrivi hanno superato le due milioni di unità. Non c’è da stupirsi se consideriamo che l’isola offre diversi generi di percorsi adatti sia a famiglie che a coppie, e ovviamente agli esploratori più temerari in cerca di avventure.

L’attrazione davvero imperdibile e utile per capire meglio il paese e le sue origini è il triangolo culturale, una zona al centro del paese dove si trovano i primi insediamenti umani sull’isola, quelle dei monaci buddhisti. Queste tracce le ritroviamo nei magnifici tempi di Dambulla, nell’antica capitale Anuradhapura e nella meravigliosa Polonnaruma, in questi luoghi il contatto con la storia è talmente stretto e palpabile da generare commozione.

C’è poi la capitale Colombo, avveniristica e moderna come i grandi centri asiatici, qualcosa qui si perde dell’atmosfera buddhista che invece pare aleggiare sulle zone meno densamente abitate. La popolazione supera i 700 mila abitanti, in più vi sono turisti ogni dove, ma di certo è l’opportunità di conoscere una capitale rampante ricca di novità che si affaccia verso la modernità.

Famosi sono i parchi, i polmoni verdi dello Sri Lanka, vasti e ricchi di una vegetazione lussureggiante cresciuta grazie al favorevole clima tropicale e notevoli livelli di umidità. Nelle foreste si possono vedere elefanti, giaguari, e altri tra i mammiferi più affascinanti del pianeta, rispettati e salvaguardati nel loro habitat naturale. Ma, essendo un’isola, lo Sri Lanka ha anche chilometri di meravigliose spiagge raccolte in innumerevoli baie: più affollate quelle sulla sponda occidentale, calme e paradisiache quelle a oriente (dove ancora è possibile sentire l’atmosfera sospesa dell’infausto evento del 2004), a ridosso di meravigliose e caratteristiche città quelle a meridione.

    1. Abbracciare l’esperienza e lasciarsi consigliare

In generale il consiglio che si può dare a chi va a visitare, o sta pensando di farlo, lo Sri Lanka è quello di abbracciare a pieno l’esperienza in ogni sua sfumatura. Assaggiare il cibo locale (ma attenzione, bere solo acqua imbottigliata), lasciarsi affascinare da usi e costumi locali immergendosi nell’atmosfera dei piccoli centri caratteristici, viaggiare con i mezzi locali magari lasciandosi guidare da uno spericolato autista di tuk tuk (tipico tre ruote locale).

Ovviamente, per chi non ama l’avventura totale e all’esplorazione preferisce una vacanza votata al relax, un buon consiglio può essere quello di provare a chiedere un preventivo in agenzie turistiche che propongono degli itinerari combinati con mete limitrofe per passare da un paradiso all’altro. Oggi, alcune agenzie specializzate in viaggi in queste zone offrono anche programmi che prevedono decine di formule diverse di viaggio, per personalizzare la vacanza in base alle proprie preferenze ed inclinazioni.

Ricordatevi, infine, che la moneta locale è la rupia (1€=180 LKR), la stagione secca va da dicembre a marzo e per internet basta dotarsi sul posto di una sim card a poco prezzo.