Un grido di dolore: “La patria ingrata non pose”

201500001ATTUALITA’: Si è svolta questa mattina, presso la Cappella dei Garibaldini del Cimitero di Gaeta, una toccante, cerimonia di apposizione di una targa alla memoria del Caporale Vincenzo Casciato, deceduto durante lo sminamento di un campo minato, nei pressi dell’acquedotto Scauri – Minturno, nell’inverno del 1944.

Il giovane, all’ora ventiduenne, Caporale Casciato, all’insaputa della famiglia, veniva seppellito presso il Cimitero di Gaeta, dapprima nel campo nuovo e successivamente, nel 1957, nella Cappella dei Garibaldini, nell’ossario dedicato ai militi ignoti.

201500003Solo nel 2010, dopo oltre sessant’anni la famiglia,è venuta a conoscenza dell’esatta sepoltura del loro congiunto e da quel momento è iniziata l’odissea dei nipoti del Caporale Casciato, di ottenere una degna sepoltura al proprio congiunto.

Grandi disponibilità fu offerta dalla passata amministrazione, per una questione perorata anche dal Ministero della Difesa, che aveva invitato l’amministrazione a prendere in esame la richiesta della famiglia del Caporale, ma a tutt’oggi nulla era accaduto.

201500007Un assordante silenzio fino alle 11,00 di questa mattina, quando i nipoti del Caporale Casciato hanno posto una lapide all’interno della Cappella dei Garibaldini, con la fase  “La patria ingrata non pose”, un grido della famiglia contro quell’assordante silenzio; la frase vuole essere anche un appello alle istituzioni preposte da dare il giusto riconoscimento ad altri sei caduti, tutti seppelliti nella Cappella dei Garibaldini come ignoti, ma dei quali sono state ricostruite le generalità e la data di sepoltura.

La speranza e l’auspicio dei familiari del Caporale Casciato è che il prossimo 4 novembre, i familiari dei soldati morti in guerra, di cui si conoscono le generalità, possano trovare finalmente una lapide che dia il giusto riconoscimento a chi ha dato la propria vita per la patria.

di Enrico Duratorre

 

 

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